Insegnare a leggere serve per stimolare a conoscere

Quante volte da bambino ti è stato detto: “Leggi troppo poco, devi cercare di leggere di più”?
Come spesso accade in educazione, pur a fronte dei più buoni propositi capita di sortire l’effetto opposto di quanto voluto.
Bene facevano i maestri a voler trasmettere un certo interesse per la lettura, ma molti dei metodi usati non facevano altro che allontanare il bambino o il ragazzo dalla lettura.
La stessa cosa mi è capitata spesso nella mia attività professionale quando, da specialista dei problemi di apprendimento, mi confrontavo con gli insegnanti dei bambini che seguivo, o con i loro genitori, per cercare un modo adeguato di lavorare insieme per l’interesse del bambino a sviluppare le abilità nella letto-scrittura.
Sebbene nella maggior parte dei casi genitori e insegnanti fossero consapevoli dell’importanza della lettura, mi succedeva spesso di vedere mortificata la motivazione del bambino a leggere: insistenavo molto sulla quantità e sulla tipologia delle letture, senza partire dalla caratteristiche del diretto interessato.
In pratica, l’errore più ricorrente consiste nell’idealizzare l’importanza della lettura senza dare il giusto peso al reale valore della lettura.
In questo modo, per il bambino la lettura diventa un obbligo e non un piacere.
Ti svelerò un mistero, che non è altro che il solito segreto di Pulcinella, quello che nessuno sa ma tutti conoscono: si legge perchè questo aiuta a conoscere.
Facciamo ancora un passo in più e chiediamoci: come posso creare nel bambino l’abitudine a conoscere, attraverso la lettura?
La risposta è estremamente semplice: facendogli leggere ciò di cui lui è interessato.
Molti anni fa quando, fresco di laurea, ero all’inizio della mia carriera profesionale, una bravissima logopedista, con la quale ho lavorato su diversi casi particolarmente impegnativi, mi ha illuminato con questa affermazione: <>
L’ho presa in parola e ho imparato molto: ho aiutato molti bambini non solo ad abituarsi a leggere, nonstante avessero un profondo odio per la lettura; ma ho impiegato lo stesso principio educativo a tutte le altre attività di supporto che ho svolto a favore di bambini: per lo sviluppo linguistico, della letto-scrittura, della motricità, ecc..
Per me questo insegnamento è stato la chiave di volta degli interventi pedagogici che ho svolto, perchè in due parole mi spingeva a concretizzare un principio di base di ogni attività di aiuto allo sviluppo del potenziale umano: la motivazione, lo stimolo giusto per apprendere.
Non è un concetto certo nuovo, è stato già teorizzato molto tempo addietro, ma vederlo applicato con tanta semplicità è stato illuminante.
Inoltre, mi sono imbatuto recentemente in un’intervista a Daniel Pennac, lo scrittore, il quale ribadiva ancora una volta l’importanza di ciò che muove il bambino verso la lettura, ovvero il fatto di scoprire il piacere di comprendere, il piacere di concentrarsi per capire qualcosa che non si capisce.
Ecco allora che la strategia che ti suggerisco di adottare con il tuo bambino per abituarlo a leggere fin da piccolo si compone di questi elementi:

  • Mettigli subito tra le mani un libricino, fin da piccolo: che si abitui a maneggiare un libro già a partire dai libri tattili per bambini di pochi mesi;
  • Leggilo insieme a lui, concludete la vostra giornata con un piccolo momento insieme, su una morbida poltrona o sul lettone, a leggere un libricino, a guardare le immagini e a fantasicare sulla storia e sulle sue avventure; lascia che il bambino ti racconti quello che gli viene in mente, anche se riesce esprimersi ancora solo a vagiti;
  • Man mano che cresce, spingi il tuo bambino a soddisfare le proprie curiosità leggendo qualcosa su quell’argomento che lo interessa tanto;
  • Sii tu a dare per primo l’esempio: leggi, fai vedere che leggi e ti documenti sulle cose che ti interessano. Se non ti piace la narrativa ma sei un appassionato di natura, leggi libri su questo argomento; e quando andate in gita in qualche bel paesaggio nuovo, leggete insieme qualche pezzo di quelle descrizioni che trovate lungo il sentiero

La lettura è un momento intimo, perchè mette una persona a contatto con la parte più interna di sè; per questo è bene se i primi momenti di lettura, a pochi mesi di età, il contesto è caldo ed accogliente, perchè aiuta il bambino ad avvicinarsi al mondo della fantasia e delle emozioni, per viverlo a modo suo al fianco di un adulto per lui significativo. Lo stesso Pennac ci insegna che “Le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità.”
Quando insegni a leggere a tuo figlio gli dai una cosa che sarà il più importante strumento di libertà di cu possa disporre; ma lo sarà solo se imparerà ad apprezzarlo.
E tu? Hai l’abitudine, la sera, di leggere con il tuo piccolo qualche storia? Gli piacciono i libri tattili?
Se ti va di parlarne, lascia pure un commento, sarò lieto di discuterne con te.

Se vuoi puoi dare il tuo feedback attraverso i social
Se vuoi condividere i contenuti

Lascia un commento