autodeterminazione personale

Autodeterminazione personale dei figli: come favorirla

Lorenzo è un ragazzo con notevoli capacità. A scuola ha sempre conseguito dei buoni voti; ha avuto sempre un bel gruppo di amici, ma ora non sa cosa fare del suo futuro. Deve prendere una decisione; sa che può proseguire negli studi o andare a lavorare.

Nel primo caso la strada è già tracciata, sa che dovrà cercarsi un lavoro ma non avrà altri pensieri; nel secondo caso, invece, deve riflettere accuratamente sul settore al quale orientare i propri studi, perché condizionerà anche il suo futuro professionale.

Lui non ha mai avuto una passione particolare per qualcosa; è stato abituato a lavorare sodo ma ai suoi genitori l’impegno che dimostrava è bastato a rassicurarli.

Lui è molto attivo sui social media, segue tanti youtuber, ma segue le tendenze del momento senza avere una vera e propria passione. In poche parole, è un ragazzo con un interesse poco spiccato all’autodeterminazione personale.

A questo si aggiunge che né sua madre né suo padre si sono mai dedicati a riflettere con lui su cosa avrebbe voluto fare da adulto; e lui si è sempre guardato dall’esprimere delle proprie idee. Peraltro, fatica a parlare con i suoi perché la tensione che si crea tra mamma e papà lo spinge a isolarsi da loro.

I suoi genitori se ne sono accorti, e ora non sanno come fare per entrare nel merito della scelta che Lorenzo sta per fare. Sperano che faccia una scelta sensata.

Sono dei genitori affettuosi, ci tengono al loro figlio però non hanno mai pensato a preparare un momento di passaggio come quello; perciò ora Lorenzo deve attingere alle risorse che possiede per prendere una decisione molto importante.

Quali sono le condizioni migliori per aiutare un ragazzo con queste caratteristiche a costruirsi autonomamente il proprio futuro? 

  1. Che cos’è l’autodeterminazione personale
  2. Come si esercita l’autodeterminazione personale
  3. Quali sono gli effetti di un’efficace autodeterminazione

1. Che cos’è l’autodeterminazione personale

L’autodeterminazione è un concetto che viene utilizzato dalla seconda metà del secolo scorso, per identificare un insieme di prerogative che hanno le persone. In particolare, ne avrai osservato l’impiego per esprimere il diritto dei popoli a rivendicare la propria indipendenza politica.

Oltre a questo, è stato utilizzato anche in un senso più specifico, indicando con autodeterminazione personale il diritto e la capacità delle persone a decidere autonomamente della propria vita.

La necessità di fare ricorso a questo concetto deriva in parte dall’ambito della disabilità, in cui lo scopo di un percorso riabilitativo o educativo è mettere la persona in condizione di recuperare quanto più possibile le proprie capacità, e quindi poter scegliere come vivere la propria vita. Anche di fronte a deficit particolarmente gravi.

Più in generale, possiamo dire che ogni persona, con o senza disabilità, dovrebbe poter essere messa nella condizione di decidere della propria vita nel modo più autonomo possibile; anche perché sono molte le situazioni in cui ciò non avviene.

Un bambino, ad esempio, non può prendere tutte le decisioni che vuole; nemmeno un adolescente lo può fare. In alcuni casi, nemmeno una persona maggiorenne può farlo: per esempio, un giovane che viva ancora in famiglia perché non possiede un lavoro, può vivere importanti restrizioni nel decidere della propria vita.

Lo stesso si può dire per molti altri adulti in condizione di svantaggio, che devono dipendere costantemente da altre persone o da altri servizi per potersi sostenere. Alla luce di queste riflessioni, possiamo affermare che l’autodeterminazione personale sia una capacità molto importante nell’educazione dei figli, e va costruita nel modo più efficace possibile.

2. Come si esercita l’autodeterminazione personale

A questo punto, la domanda che un genitore si potrebbe porre riguarda il modo in cui sia possibile favorire nei propri figli il conseguimento di un aspetto così importante. Le leve che permettono di raggiungere questo scopo sono almeno tre:

la motivazione a cercare ciò che si vuole: con i piccoli gesti di ogni giorno, si può abituare facilmente il bambino ad essere protagonista delle proprie decisioni. Questo non significa lasciare che sia lui a decidere tutto, ma vuol dire metterlo in condizione di poter decidere con la massima autonomia possibile all’interno di una cerchia di opportunità ben delimitata.

Nel corso del tempo, quella cerchia può essere estesa progressivamente, per lasciare il ragazzo sempre più in grado di prendere autonomamente le decisioni che lo riguardano.

la progettualità: molto spesso i ragazzi volano con la fantasia; magari sono molto ambiziosi perché vedono i loro divi vivere nel lusso, e vorrebbero fare lo stesso.

Da un lato è un bene che un ragazzo desideri raggiungere degli obiettivi, anche lungimiranti; se però quegli obiettivi sono molto distanti dalla realtà e dalle capacità che possiede, allora l’ambizione può non essere sufficiente a conseguire un risultato.

Infatti, accanto alla motivazione, è essenziale che un ragazzo sia in grado di pianificare con pragmatismo le azioni che possono condurlo all’obiettivo che si pone.

la serenità: i due elementi precedenti possono trovare un effetto moltiplicatore nella serenità famigliare. Infatti, un clima famigliare disteso è la linfa di cui si nutre la crescita personale, sia dei figli che dei genitori.

Pertanto, investire in esperienze rasserenanti aiuta i membri di una famiglia a recuperare le energie che la scuola, il lavoro e gli impegni quotidiani drenano; inoltre, un clima che sia disteso e ispirato alla complicità, permette a ciascuno di dedicarsi di più e meglio alla ricerca delle possibili aree di sviluppo dei propri interessi: nuovi amici, un nuovo sport, nuovi hobby, un nuovo lavoro e altro.

3. Gli effetti di un’efficace autodeterminazione

Nel dinamismo del mondo di oggi, la capacità di sapersi adattare o reinventare è una condizione indispensabile per vivere una vita soddisfacente; e persino per sopravvivere: infatti, serve tenersi aggiornati per mantenere il proprio lavoro, per stare al passo coi tempi dal punto di vista tecnologico, ecc.

Vent’anni fa il mondo era completamente diverso da oggi; in parte anche gli ultimi dieci. I ritmi con i quali cambia la società sono frenetici, tanto che attualmente un giovane che si affaccia alla vita adulta deve poter contare su risorse importanti come mai prima d’ora: flessibilità, informatizzazione, progettualità, doti relazionali…

Queste capacità però da sole non bastano; c’è sempre il rischio di essere inghiottiti dalla frenesia e inseguire l’occupazione del momento, senza avere alcuna idea su quale direzione prendere nella vita. La conseguenza è che si rischia di passare da una situazione ad un’altra, da un lavoro ad un altro, senza chiedersi se sia esattamente ciò che si desidera.

Per evitare di muoversi senza una rotta e recuperare il controllo della propria vita, è molto importante sapersi dare delle priorità e cercare di perseguire degli obiettivi specifici, con una progettualità. In poche parole, serve una buona dose di autodeterminazione personale.

Le persone in grado di perseguire con decisione le mete che si prefiggono hanno la possibilità di realizzarsi molto di più di chi vive alla giornata. Perciò, è utile non trascurare mai questo elemento nell’educazione dei figli, in nessuna fase del loro sviluppo.

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