pedagogista clinico

Pedagogista clinico: chi è e cosa fa

Se già per il pedagogista sono sempre di più le persone incuriosite a conoscere la figura e la professione, sul pedagogista clinico esiste ancora una certa confusione.

Molti chiedono cosa sia e come operi il pedagogista clinico, perciò risponderò a questi dubbi per aiutarti a comprendere bene quando rivolgerti a questo professionista e quali garanzie richiedergli per sincerarti che sia abilitato alla professione.

  1. Chi è il pedagogista clinico
  2. Che cosa fa il pedagogista clinico
  3. In quali ambiti professionali opera il pedagogista clinico

1. Chi è il pedagogista clinico

Come prima cosa, devi sapere che qualunque sia l’ambito di lavoro o la specialità di un pedagogista, per qualificarsi come tale un professionista deve necessariamente possedere i titoli di studio previsti per legge; a pena di ricadere in un abuso di titolo accademico.

Ciò detto, un pedagogista clinico è un professionista in possesso di qualifica di pedagogista che opera secondo i criteri della pedagogia clinica, generalmente acquisiti attraverso una specializzazione post-laurea in pedagogia clinica.

Pertanto, se fai riferimento ad un pedagogista clinico, oltre a sincerarti che sia un pedagogista abilitato, puoi chiedergli se è in possesso di una specifica specializzazione; in questo modo ti garantirai di poter essere seguito da un professionista in possesso di titoli e competenze idonee alla professione.

2. Che cosa fa il pedagogista clinico

Una volta chiarito ciò che la pedagogia rappresenta, è possibile comprendere cos’è la pedagogia clinica. Come prima cosa, sappiamo tutti che il concetto di clinico è piuttosto chiaro.

Ad esempio, è sufficiente pensare alla frase «avere l’occhio clinico» per capire che denota la capacità di un esperto nell’individuare le singolarità di un caso, mediante la conoscenza ravvicinata di un fenomeno.
Partendo da questa prima immagine molto evocativa, ora diciamo qualcosa di più specifico.

Piero Crispiani ne descrive egregiamente i contorni in una magistrale ricostruzione storica della professione; perciò faccio riferimento alle sue parole. La pedagogia clinica è la “scienza empirico-ermeneutica che osserva, descrive e teorizza la formazione umana”, e consiste di due processi integrati:

– lo sviluppo umano, composto dalla maturazione dell’individuo e dalla sua interazione con l’ambiente;
– l’educazione, ovvero l’aiuto allo sviluppo, nelle forme dirette e indirette.

L’attributo «clinico» è estremamente diffuso sia in ambito medico che in altri ambiti, come quello pedagogico, educativo e formativo: ad esempio, esistono la medicina clinica, la psicologia clinica, la sociologia clinica, l’educazione clinica, la pedagogia clinica, la clinica della formazione.
In pedagogia, c’è fior di accademici e di professionisti che hanno contribuito a declinare la clinica in questo settore: R. Massa, F. Blezza, M. Corsi, P. Crispiani ed altri.

Clinico è un concetto che, secondo la ricostruzione di M. Foucault, rappresenta un preciso modo di conoscere la realtà; è un modo che presenta caratteristiche molto precise, contenti questi tre elementi:

– è ravvicinato all’oggetto di studio, empirico, cioè deriva dall’osservazione diretta di un fenomeno;
– è ecologico, cioè non si limita ad osservare una parte di un fenomeno o di una persona, ma la studia nella sua globalità;
– è individualizzato, studia le singolarità del caso.

In sostanza, il pedagogista clinico non è altro che il professionista che esercita la pedagogia sul campo; è un pedagogista che sviluppa il proprio intervento professionale a diretto contatto con la persona, per progettare e realizzare attraverso l’esperienza diretta un intervento individualizzato di aiuto al suo sviluppo.

3. In quali ambiti professionali opera il pedagogista clinico

Non c’è bisogno di ripetere quanto già ti ho spiegato in un altro post sulla pedagogia; perciò ora mi limito solo a mettere insieme i pezzi e a spiegarti che il pedagogista clinico opera come qualunque pedagogista negli ambiti di cui ti ho parlato. La sola differenza è che opera come clinico quando il suo intervento segue i tre criteri sopra esposti.

Pertanto, di fronte al disagio di una persona (ad esempio, verso un bambino con dsa o un iperattivo o un adolescente oppositivo o una coppia in crisi, ecc.), il pedagogista agisce come clinico per osservare e descrivere le caratteristiche uniche del problema di quella persona, considerata sempre nella sua globalità (non solo il problema della persona, ma tutte le aree di sviluppo della persona, incluse le specificità del suo contesto di vita), al fine di progettare e realizzare un intervento individualizzato che favorisca il superamento del problema e la crescita personale.

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