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Educare: un concetto straordinariamente importante

Sono in molti a chiedersi cosa significa «educare»; sono in molti anche coloro che utilizzano questo termine senza conoscerne il senso. In tanti casi, capita di assistere a spiegazioni molto articolate e prive di un fondamento scientifico, che sono frutto del senso comune che le persone hanno di questo delicato processo.

Vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza, in modo che come genitore tu abbia la possibilità di orientarti adeguatamente quando ti occupi dell’educazione di tuo figlio. 

  1. Cosa significa esattamente «educare»
  2. Come potenziare l’educazione nella nostra società

1. Cosa significa esattamente «educare»

Educare significa tirare fuori le potenzialità di una persona; l’origine latina della parola esprime abbastanza bene un concetto che si accompagna alla vita umana da milioni di anni, per quanto da sola possa trarre in inganno chi non ne sappia di pedagogia.

Educare è sempre consistito nel preparare le giovani generazioni ad affrontare autonomamente la vita adulta; tuttavia, in seguito all’evoluzione biologica e culturale della nostra specie, l’azione di educare si è trasformata radicalmente.
Guardando solamente alcuni decenni addietro, ci si accorge che è cambiato il modo di preparare le giovani generazioni: un tempo si seguiva un’educazione dei bambini molto rigida, mentre oggi assistiamo al fenomeno opposto.

È cambiato anche lo scopo dell’educazione, poiché la rigidità di un tempo serviva a preparare le giovani generazioni ad assumere dei ruoli ben definiti; contrariamente a quello che viene oggi, periodo in cui l’educazione serve a preparare le persone a governare la complessità.

Nella società fluida in cui viviamo, fatta di trasformazioni quotidiane (nel modo di comunicare, nei ruoli professionali da assumere, nella proliferazione di nuovi lavori, ecc.), non è per nulla funzionale centrare l’educazione sui ruoli predefiniti di un tempo.

Inoltre, è cambiato anche l’oggetto dell’educazione, ciò colui al quale essa è rivolta. Non è più solo il bambino ad essere considerato educabile, lo siamo tutti: giovani, meno giovani, anziani, adulti, genitori e figli, insegnanti e studenti. Infatti, la pedagogia contemporanea ci spiega molto chiaramente che da ciascuna di queste persone è sempre possibile “tirare fuori” delle potenzialità; così come è sempre possibile farle sviluppare, al meglio delle possibilità dell’individuo.

2. Come potenziare l’educazione nella nostra società

Nei secoli scorsi, l’educazione di persone con disabilità non era minimamente contemplata; nel migliore dei casi, esse erano considerate persone da assistere, ma nessuno pensava che potessero avere delle potenzialità da educare.

Inoltre, chi si trovava in carcere era una persona da punire; mentre oggi la funzione educativa delle istituzioni penitenziarie è di riabilitare le persone, affinché si reinseriscano adeguatamente nella società.

Sappiamo che anche oggi i processi educativi rivolti a persone fragili non sempre funzionano come si vorrebbe, almeno non in tutti i paesi; perché ciò dipende in buona parte da quanto si investe economicamente in quei servizi. Tuttavia, gran parte della società in cui viviamo e dei servizi che in essa vengono offerti alle persone, la capacità di riconoscere queste finalità educative è molto diffusa.

Oggi, infatti, la mentalità è radicalmente diversa e permette di ragionare abbastanza bene su questi temi anche con persone prive di competenze pedagogiche. Ciò nonostante, il lavoro necessario a preparare le nostre comunità ad esercitare al meglio i processi educativi è ancora tanto.

Man mano che nei servizi vi saranno sempre più professionisti qualificati e competenti per governare questo tipo di processi, ovvero pedagogisti ed educatori, si assisterà ad una crescita enorme sia della capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni delle fasce più delicate della popolazione, sia della capacità di prevenire forme di disagio che oggi sono del tutto trascurate.

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