come apprendere velocemente

Come apprendere velocemente

A Roby capita spesso di dimenticarsi le cose che ha appena imparato. Forse dipende dal fatto che generalmente legge e impara a memoria quello che riesce, finché non gli entra più nulla in testa. Eppure altri suoi amici riescono ad imparare benissimo con questo sistema.

Tu temi che il tuo bambino possa avere delle difficoltà di apprendimento; in realtà, è probabile che utilizzi solamente in modo improprio le proprie potenzialità
Quell’approccio allo studio, infatti, funziona sì e no con un quinto della popolazione. E gli altri? Alle altre persone non è di molto aiuto leggere e ripetere; esse hanno bisogno di utilizzare altri canali di apprendimento, come ti spiegherò.

Purtroppo, la scuola non aiuta molto gli studenti a personalizzare il metodo di studio in base alle caratteristiche di ciascuno, e tende a veicolare spesso il classico metodo di leggere e ripetere, che funziona solamente in alcuni casi.

Se invece tu vuoi capire come apprendere velocemente e aiutare tuo figlio a migliorare il proprio rendimento scolastico, allora ti potranno essere molto utili le indicazioni che ti darò nelle righe seguenti. 

  1. Come apprende la mente umana
  2. Come apprende la tua mente
  3. Il segreto per potenziare l’efficacia dell’apprendimento
  4. Come apprendere velocemente: crea una tua personale logica tra i concetti
  5. Mnemotecniche (tecniche di memorizzazione)
  6. Apprendimento personalizzato

1. Come apprende la mente umana

Do per scontato che tu già sappia cosa fare per creare le migliori condizioni per lo studio, come darsi un obiettivo, predisporsi mentalmente e fisicamente, ecc.); in caso, puoi trovare in questo sito un’infarinatura sulle alcune cose di contesto. Io invece ti spiegherò ora in modo semplice e preciso il funzionamento dell’apprendimento.

Dato che il mio interesse e aiutarti a capire come educare in tuo figlio le sue capacità di apprendimento, per prima cosa devo darti alcuni rudimenti semplici ma essenziali su come funziona l’apprendimento da parte della mente umana.

Cominciamo col dire che apprendimento e conoscenza non sono la stessa cosa. Può sembrare che siano due sinonimi, come capita di intendere nel linguaggio comune, ma in realtà rappresentano due aspetti differenti.

Tecnicamente, l’apprendimento riguarda la prima percezione che si ha di un fenomeno e la sua immediata registrazione nella mente umana.
Ad esempio, nella tua esperienza ti sarai accorto che sono tantissime le cose che apprendi quotidianamente, anche senza volerlo: il nome di una nuova via della tua città, il colore di un’insegna, una persona che incroci per strada, una nuova tecnica nel tuo lavoro e altro ancora.

Tutto ciò che percepisci viene registrato in qualche modo dalla tua mente; ma di tutte queste cose, solo una parte entra nel bagaglio delle tue conoscenze.

La conoscenza, infatti, è una forma più complessa di elaborazione delle informazioni che si percepiscono. Per esempio, la nuova tecnica di lavorazione che hai appreso (cioè percepito e registrato) ha avuto un impatto molto forte in te, e la tua mente ha potuto elaborarla in modo approfondito: te l’hanno spiegata, ci hai riflettuto molto, l’hai anche messa in pratica. Quindi, ora fa parte delle tue conoscenze.

Al contrario, delle cento persone che hai incontrato lungo la strada che ti riportava a casa, forse ricordi per un breve periodo di tempo esclusivamente un singolo dettaglio di una sola di esse. Infatti, nessun altro aspetto di quelle cento persone ha attirato l’attenzione della tua mente per una elaborazione profonda: hai registrato delle informazioni, le hai mantenute in memoria per alcuni istanti e poi sono evaporate senza lasciare traccia.

Salvo il fatto, naturalmente, che tu non sia uno psicologo, un pedagogista o un sociologo, e che possieda quindi una certa deformazione professionale o un particolare interesse nei confronti dei comportamenti umani.
Ora però vediamo un aspetto di rilevanza ancora maggiore, cioè come apprendi tu.

2. Come apprende la tua mente

Se hai compreso la differenza tra apprendimento e conoscenza, che eventualmente puoi approfondire meglio in un post dedicato, e hai capito che la conoscenza si costruisce più efficacemente attraverso una forma di apprendimento non meccanica, allora ti posso spiegare come rendere questo processo molto più efficiente.

È importante che tu faccia un passo in più rispetto a ciò che ci siamo detti fino ad ora, e chieda a te stesso come funziona l’apprendimento in te. Infatti, ogni persona è diversa da un’altra e impariamo tutti in un modo personale.

All’inizio ho detto che leggere e ripetere va bene solo per una piccola parte delle persone. La ricerca scientifica, infatti, ci riporta delle statistiche piuttosto chiare sulle differenti forme di apprendimento messe in atto dalle persone.

Esistono diversi studi in merito, ma sostanzialmente ti suggerisco di attenerti ad alcune tipologie; quindi, chiediti se ti trovi più a tuo agio…
– a ripetere a voce alta ciò che hai letto;
– oppure, a osservare la disposizione dei paragrafi, gli schemi e i colori, mentre leggi una pagina a mente o a voce bassa;
– oppure, a manipolare un argomento come si farebbe con una costruzione o con un gioco.

Una volta che hai capito qual è il tuo personale atteggiamento verso lo studio, puoi sfruttare quel canale in modo massiccio in ogni apprendimento della vita; perché è il tuo punto di forza e ti viene naturale.

Inoltre, ti suggerisco comunque di non trascurare gli altri canali, ma di coltivarli per rendere le tue capacità di apprendimento e le tue conoscenze sempre più solide; più frecce hai al tuo arco, maggiori sono le opportunità di cui disponi per raggiungere il tuo obiettivo.
A questo punto, ti posso spiegare un elemento chiave nel processo di apprendimento che ti aiuterà a migliorarlo ulteriormente.

3. Il segreto per potenziare l’efficacia dell’apprendimento

Nelle righe iniziali, ho usato diverse volte la parola “informazioni”; l’ho fatto perché fa parte del gergo comune, che è condizionato dalla profonda contaminazione informatica che permea la nostra vita. Infatti, quando pensiamo alla mente umana tendiamo ad associarla al funzionamento dei computer, i quali elaborano informazioni o, per meglio dire, dati.

In realtà, la mente umana funziona in modo molto differente. La nostra mente non elabora “dati” con le procedure oggettive di una macchina; la mente percepisce dei fenomeni e li interpreta come “concetti”, e lo fa in modo del tutto soggettivo. Questa differenza è fondamentale per capire come usare la propria mente al meglio.

I concetti appresi dalla mente umana non sono immutabili, come lo è un dato oggettivo elaborato da un computer; questi elementi, per quanto oggettivi possano essere, vengono percepiti ed appresi dalle persone in modo del tutto personale.

Nemmeno un numero è dato tanto oggettivo per la mente umana; se pensi al numero 5 o al numero 7 o al 17, ti genereranno indubbiamente delle reazioni emotive diverse.

Inoltre, questi elementi vengono anche elaborati in modo soggettivo e, soprattutto, subiscono continue rielaborazioni. Pertanto, essi vengono astratti, e tendono ad essere trasformati ed arricchiti durante l’intera esistenza di una persona. Ecco allora che è preferibile parlare di “concetti”.

Detto questo, ti svelo un segreto: l’apprendimento di un nuovo concetto avviene sulla base di ciò che già si conosce. La mente umana, infatti, interpreta sempre un nuovo concetto (cioè un fenomeno osservato, un dato, un’informazione, un’esperienza, ecc.) sulla base dei concetti di cui già dispone.

Questo ti fa capire subito che imparare delle cose a memoria, in modo meccanico, non aiuta ad aumentare le proprie conoscenze; a meno che, ovviamente, lo scopo dell’apprendimento non sia proprio di imparare una cosa a memoria (un elenco di nomi, la lista della spesa, ecc.).

Se devo imparare i nomi degli studenti della classe, è chiaro che la soluzione di leggerli e ripeterli può andare benissimo. Anche se in realtà esistono tecniche più raffinate, come scoprirai ora.

Lo stesso, però, non vale se si tratta di studiare un intero capitolo di storia. In questo caso, il modo più efficace e veloce per apprendere consiste nel costruire una logica, e legare i nuovi concetti a quelli che già si possiedono. Vediamo come fare.

4. Come apprendere velocemente: crea una tua personale logica tra i concetti

Quando si studia un argomento, non tutti i concetti hanno la stessa importanza. Alcuni sono essenziali da apprendere per capire di cosa si sta parlando, mentre altri sono concetti per così dire di contorno.

Perciò, non è utile dedicare a tutto la stessa attenzione: ci sono delle cose più importanti di altre, sulle quali soffermarsi di più e meglio.
Quando si tratta di argomenti scolastici, generalmente l’insegnante lo fa capire e si possono evidenziare sul libro o annotare a margine le cose che dice.

Tutto il resto è utile, perché permette di capire meglio l’argomento e, non ultimo, di raggiungere un voto più alto durante un’interrogazione; ma probabilmente non è fondamentale.

Ora ti mostrerò come legare i concetti che apprendi e come integrarli a quelli che già possiedi, in modo da apprendere velocemente, ma soprattutto efficacemente.

Quando si tratta di conoscenza, trovo che “efficace” sia un aggettivo più adeguato rispetto a “veloce”, perché rende l’idea di dover fare qualcosa che sia utile e non solo rapido.

Userò due esempi: uno per l’apprendimento strettamente mnemonico, quello che metti in campo se devi studiare una cosa a memoria (Mnemotecniche); un altro per tutti gli altri apprendimenti che ti servono nella vita per ampliare le tue conoscenze (Apprendimento personalizzato).

5. Mnemotecniche (tecniche di memorizzazione)

Una prima cosa che devi sapere è che la capacità della Memoria a Breve Termine di una persona non è affatto illimitata; senza l’uso di particolari tecniche, ognuno riesce a memorizzare mediamente circa 7 elementi (cifre, parole, ecc.) al massimo, un valore che rappresenta il cosiddetto «span di memoria».

Esistono, però, delle tecniche molto semplici per usare meglio la MBT e ricordare delle quantità più rilevanti di elementi. Queste tecniche sfruttano fondamentalmente il concetto di «chunk», che consiste in un insieme di elementi che costituiscono una unità.

Per farti un esempio molto semplice di chunk, basta che pensi a questa sequenza di numeri: 0,3,3,2,9,8,0,9. Messi così, teoricamente sono difficili da memorizzare; si tratta di 8 elementi, per i quali hai bisogno di un po’ di tempo per memorizzarli.

Se, però, questi elementi hanno un significato particolare, le cose cambiano; ad esempio, se 0332 è un prefisso telefonico che conosci, esso rappresenta un solo elemento, non 4 elementi distinti. Perciò la sequenza di numeri si compone di 5 soli elementi, anziché 8, e si presta ad essere ricordata con molta più facilità.
Ora vediamo come si applica questo concetto nelle tecniche di memorizzazione.

Metodo delle Parole chiave: consiste nell’associare un’immagine ad una parola: naturalmente, è possibile se gli oggetti da ricordare hanno un’immagine: ad esempio, i cognomi Rossi, Bianchi, Verdi, Pascoli, ecc.

Ma si può usare anche quando le parole hanno un suono molto simile al nome di una immagine. Ad esempio, se devo ricordare il nome del Sig. Nibro, posso pensare all’immagine di un Libro.

Una volta fatto questo, è sufficiente immaginare una storia che associ in modo logico i nomi delle immagini, così da aumentare in modo significativo il ricordo delle parole. Potrei pensare, per esempio, a questa storia:

“Con i semafori ROSSI, l’imBIANCHIno ha attraversato per andare nei VERDI PASCOLI a leggere un NIBRO”.

In questo modo, non solo riesco ad apprendere velocemente molte parole, ben più del limite di span; ma riesco addirittura a ricordarle per un tempo molto più lungo rispetto alla memorizzazione di parole senza senso.

Metodo dei Loci: si tratta di un antico metodo che si basa sull’apprendimento di sequenze ed è utile quando serve memorizzare dei nomi in un ordine preciso.

Loci significa luoghi; infatti, il metodo consiste nell’immaginare un luogo fisico che sia particolarmente famigliare, ad esempio la propria casa.

Fatto questo, si tratta di associare le parole da memorizzare, alle singole stanze della casa. È importante non inserire più di due parole in ciascuna stanza, al fine di evitare delle interferenze che rendano difficile il ricordo delle parole.

Nel farlo, è utile seguire un ordine preciso, che sarà l’ordine con il quale bisogna rievocare le parole. Ad esempio, si può iniziare dall’ingresso, dove collocare uno o due nomi; e proseguire poi nell’associare le altre parole alle stanze successive.

6. Apprendimento personalizzato

Qualora non ci sia solo l’interesse a memorizzare dei contenuti in modo asettico, ma ci sia soprattutto il bisogno di comprendere un argomento di studio, è necessario utilizzare un metodo di apprendimento che si presti meglio allo scopo, ovvero il «tuo» metodo.

Elaborare dei concetti, anziché immagazzinare dei dati: naturalmente, elaborare dei concetti costa fatica; ma bisogna ammettere che anche cercare di imparare a memoria una nozione richiede uno sforzo significativo.

Inoltre, la memoria di lavoro, quella che si usa quando si apprende, è estremamente limitata; come hai visto prima, lo span di elementi da poter memorizzare è estremamente ridotto. Se però sei in grado di accorpare i singoli elementi con qualche strategia, allora puoi fare un uso estremamente più efficiente della memoria di lavoro, e sfruttare lo span in modo potenzialmente infinito.

Infatti, la differenza tra i due approcci risiede nel fatto che l’efficacia di un’elaborazione più ricca, come quella che ti suggerisco, riduce i tempi di apprendimento e ne aumenta la solidità nel tempo in modo infinitamente maggiore; mentre la memorizzazione meccanica di elementi si scontra con i limiti fisici della nostra memoria.
A questo punto, non mi resta che spiegarti le strategie da adottare per creare questo effetto moltiplicatore.

Creare una gerarchia tra i concetti: nell’elaborazione dei concetti, è utile tenere conto di un principio fondamentale: i concetti seguono una logica gerarchica, nel senso che la mente tenda ad accorpare i concetti più specifici all’interno di categorie più generali. Ora comprendi meglio perché non tutti i concetti hanno la stessa importanza, e ve ne sono alcuni più “importanti” di altri.

Partendo da questo presupposto, quello che suggerisco di fare quando si affronta un argomento di studio è creare una gerarchia tra i concetti, che permetta di scendere dal concetto più generale di un argomento a quelli più specifici; detto in altro modo, dai concetti più inclusivi a quelli meno inclusivi.

Ad esempio, studiando un capitolo di storia che tratta di una battaglia importante, è utile focalizzarsi sul senso di quella battaglia, e collegare ad essa i concetti che meglio la rappresentano, ponendosi delle domande.
Uno di questi concetti potrà essere il periodo in cui si è svolta, che risponderà alla domanda: quando?

Un altro potrà essere la causa che l’ha scatenata, e che risponde alla domanda: perché? Un altro ancora potrebbe riguardare gli effetti che ha prodotto e rispondere alla domanda: quali conseguenze? E così avanti, fino a legare concetti sempre più specifici a quelli che sono sovraordinati a loro, cioè che li includono.

In questo modo, puoi costruire una vera e propria mappa dei concetti che stai apprendendo, i quali non sono legati tra loro solo da una libera associazione mentale, ma sfruttano un legame meno rudimentale.
Infatti, essi vengono connessi attraverso una logica, che è talmente forte da rendere l’apprendimento più rapido, efficace e duraturo di quanto consentito da qualunque altro sistema.

Questa connessione la puoi costruire sia mentalmente, sia anche graficamente o in qualunque altro modo che la tua creatività di suggerisca; quindi, in base al tuo personale modo di apprendere.

Apprendere a modo proprio: se hai compreso qual è il modo in cui apprende la tua mente in modo specifico, allora puoi sfruttarlo di conseguenza per migliorare le tue capacità di apprendimento:
se leggi e ripeti, focalizzati sul senso di quell’argomento (ad esempio, una battaglia storica) e poi sul resto (i dettagli di contorno); poi fatti una scaletta mentale dei punti principali e ripetila;
se invece ti attirano soprattutto la disposizione dei paragrafi, gli schemi e i colori, allora evidenzia sul libro le parti dell’argomento che ritieni più importanti, con dei colori che ti danno il senso di una gerarchia tra di loro (più importanti o più generali, e più specifici);
se tendi a manipolare un argomento con la mente e a giocarci come si farebbe con una costruzione, traccia i concetti su un foglio o su un file, disponendo i concetti in base alla gerarchia che hai definito.
Se senti di usare un po’ l’uno e un po’ l’altro di questi stili, non devi fare altro che miscelare questi accorgimenti nel modo che ti è più consono.

Integrare i nuovi concetti con i vecchi: la ciliegina sulla torta di qualunque processo di apprendimento, al fine di renderlo ancora più veloce ed efficace, riguarda la connessione con le conoscenze precedenti. Meglio si riescono a connettere i nuovi apprendimenti con le conoscenze precedenti, più efficiente è l’apprendimento.

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